Settembre 2020. L’estate sta finendo e speriamo tutti che la quarantena e l’emergenza possano essere solo un lontano ricordo.

Si decide di andare a passare un fine settimana in una città non molto distante da casa e che abbia tante bellezze da visitare. A meno di 90 km da casa c’è Ronciglione. Uno dei paesi dell’Italia centrale che sono su una rupe di tufo. Medio Evo, Rinascimento, Via Francigena, tante cose che non vedremo (non è il periodo del Carnevale o del Palio) ma avremo tranquillità.

Cerchiamo un posto dove dormire e ci troviamo in pieno centro in una casa dal sapore antico, in pieno centro, in Via Campana.

In questa via erano ubicate le Officine del Bronzo dove si forgiavano le campane per le più belle chiese dell’Italia centrale.

Le ampie entrate delle officine, sulla chiave di volta, hanno una campana che fungeva da insegna.

Alessandra, la proprietaria dell’appartemento che ci ospita ci consiglia i posti da visitare e alla inevitabile domanda “dove possiamo andare per cena?” ci indica un posto che definisce “particolare” oltre che vicino casa (“è piccolo, prenotate!”). Siamo contenti che sia vicino casa e tanto basta.

Cominciamo la visita, Campanile gotico di Sant’Andrea, Duomo, Castello dei Prefetti, Chiesa della Divina Provvidenza, Fontana degli Unicorni, tanti gatti nel centro storico.

Sotto la Chiesa della Divina Provvidenza (foto) facciamo un accenno del percorso di Via Francigena. Tanto basta per dei turisti in cerca di tranquillità.

Una piacevole passeggiata durata qualche ora. Si ritorna in Via Campana 33, doccia, pausa e poi pronti per la cena,

Si va a La Locanda a mangiare. Ci colpisce subito un enorme camino in cui si sta cuocendo tanta roba sulla brace. Dopo due minuti siamo già a chiacchierare con Marco (il proprietario) che ci presenta suo figlio Andrea (un eroe, è alla griglia nonostante un caldo atroce) e gli altri figli Matteo e Gianluca che servono in sala.

Il camino è bellissimo, scopriamo chiacchierando che è stato costruito nel 1460.

Il racconto di come il locale sia stato una cantina ma prima ancora un locale dove passavano la notte i pellegrini che nel Medio Evo percorrevano la Via Francigena è affascinante.

Ma non solo. Ci fa visitare la grotta con ancora le antiche botti del nonno, ci racconta come ha recuperato del materiale dalla azienda agricola del padre per arredare la Locanda ( e un setaccio per il grano può diventare un lampadario), di come si può coinvolgere chi cena nel suo locale e andare insieme a rifornirsi di vino e porcini.

Setaccio – Lampadario

E di come si organizza il Palio di Vico insieme ai Priori delle Contrade.

Dal racconto traspare un senso della Comunità molto forte. Siamo tutti sotto lo stesso cielo e a volte non ci rendiamo conto di quanto è più semplice collaborare invece che competere.

Tant’è che a fine cena propongo a Marco se è disposto a raccontare la storia davanti ad una telecamera. Accetta e così il giorno dopo lo riprendo ed ecco il risultato finale.

#cisivedeingiro #sottolostessocielo

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