“Chi va a Frascati a prendere il caffè si rende colpevole di lesa maestà verso Dioniso e merita di essere scacciato in malo modo dalle Menadi del luogo” scriveva Hans Barth nella Guida spirituale alle osterie italiane.

Il libro, pubblicato nella traduzione italiana, nel 1910, dopo l’edizione tedesca di due anni prima, inaugura la letteratura di viaggio enogastronomico. Hans Barth (1862-1928) ripercorre la tradizione del Grand Tour, proponendo però una diversa conoscenza del Bel Paese visto attraverso l’umile mondo delle Osterie.

Frascati, 1913 (cortesia di Roberto Eroli)

Per troppo tempo abbiamo sentito parlare delle Osterie (Fraschette come si chiamano sui Colli Albani) come un posto per passare la serata al fresco d’estate o, peggio, come un posto per ubriaconi. Ma non è così.

In realtà il Frascati è un vino, insieme alle sue tradizioni di coltivazione della terra, che ha origini antiche. Non è un caso se il De Agri Cultura (o De Re Rustica) è stato scritto da Marco Porcio Catone nato a Tusculum. Il Frascati ha un Consorzio con più di 70 anni (nato nel 1949) ed è uno dei primi 4 vini italiani a conseguire la “Denominazioni d’Origine Controllata”.

  • Vernaccia di San Gimignano(Approvato DOC con DPR 03.03.1966, poi DOCG con DM 09.07.1993)
  • Est! Est!! Est!!!Di Montefiascone(Approvato DOC con D.P.R. 03.03.1966)
  • Ischia (Approvato DOC con DPR 03.03.1966)
  • Frascati (Approvato DOC con DPR 03.03.1966, poi il tipo Cannellino e Superiore approvati DOCG come Cannellino di Frascati e Frascati Superiore con Dm 20.09.2011)

Con piacere (e un po’ di orgoglio) ho partecipato alla ricerca “Caratterizzazione della tipologia di impresa nella filiera dei vini Frascati e Frascati Superiore” , promossa dall’Università di Verona, Dipartimento di Economia Aziendale. Ricerca che, per la prima volta, ha visto protagonisti i vini della Denominazione all’interno del Corso di Laurea Magistrale in Viticoltura, Enologia e Mercati Vitivinicoli.

Scrive il Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati

IL VINO FRASCATI SI LAUREA IN QUALITÀ ALL’UNIVERSITÀ DI VERONA

Caratterizzazione della tipologia di impresa nella filiera dei vini Frascati e Frascati Superiore, è questo il titolo della ricerca realizzata dall’Università di Verona, Dipartimento di Economia Aziendale (Business Economics), condotto nell’anno accademico 2020/2021, che per la prima volta ha visto protagonisti i vini della Denominazione all’interno del Corso di Laurea Magistrale in Viticoltura, Enologia e Mercati Vitivinicoli. Gli esiti della ricerca si rivolgono agli studenti del primo anno del corso che seguono il modulo di Tipologia di impresa nel sistema vitivinicolo. Il corso di Laurea Magistrale è inserito in un circuito interuniversitario internazionale che coinvolge anche le Università di Udine, Bolzano e Padova, oltre ad alcune università francesi e tedesche. L’informazione prodotta dalla ricerca si articola in un totale di circa 8 ore e mezza e si compone di 32 video interviste ai produttori, agli imbottigliatori e alle cantine, agli storici locali, alle enoteche, ai ristoranti, ai Dirigenti scolastici e ai Sindaci del territorio. Inizialmente strutturato in sole 16 interviste accademiche, è cresciuto durante le fasi di realizzazione editoriale. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di far parlare direttamente gli operatori, mettendoli in contatto con gli studenti e offrendo testimonianze dirette del sistema produttivo del Frascati.

«Grazie al lavoro svolto dal Prof. Riccardo Scarpa, coadiuvato da Pierluigi Carlà, esperto di marketing aziendale e per l’occasione consulente dell’Università di Verona, possiamo dire che il Vino Frascati si è laureato in qualità, diventando oggetto di studio per un modulo universitario di oltre nove ore con oltre 32 interviste ai protagonisti della filiera – dichiara il Presidente del Consorzio Vini Frascati Felice Gasperini -. Per noi è un grande onore e siamo molto soddisfatti dell’attenzione che il Dipartimento di Economia Aziendale di Verona ha riservato al nostro territorio vulcanico. Questo riconoscimento non è arrivato per caso, perché negli ultimi anni la qualità delle nostre produzioni è cresciuta notevolmente. Oggi è possibile trovare ottimi vini Frascati in abbinamento con l’alta ristorazione e da sempre è tra i migliori accostamenti possibili con la cucina tradizionale romana e quella di mare. Ringrazio il Prof. Riccardo Scarpa e Pierluigi Carlà per quanto fatto. Il Consorzio è naturalmente pronto a continuare la collaborazione con il Dipartimento di Economia Aziendale».

https://www.facebook.com/consorziovinifrascati/posts/1917717508387153

Costi di produzione, fatica, canali di distribuzione, qualità del prodotto, modo di raccontare, tradizioni e novità, tecniche agricole, storia del prodotto e della sua evoluzione, territorio, cultura e turismo collegato, accoglienza, sostenibilità. Questi sono solo alcuni degli argomenti trattati.

Il Frascati è prodotto in un territorio piccolo ma bellissimo.

Il Calendario Gregoriano è nato nella zona del Frascati, Cardinali, Papi, Goethe ( “La vita è troppo breve per bere vini mediocri” ) e tanti altri hanno vissuto e raccontato questo territorio.

Marco Porcio Catone nasce a Tusculum nel 234 a.C. e prima di diventare “il censore” all’età di 17 anni combatte come tribuno militare, agli ordini di Fabio Massimo, contro Annibale.

In questa zona viene eretta fra il 1004 ed il 1024 la “Badia” da un gruppo di monaci di rito bizantino-greco, proveniente dai territori bizantini della Calabria.

E tanto altro che invito a visitare più che a sentirlo raccontare.

Busta da lettera con la cartina del territorio,
Cantina Santovetti, cortesia di Roberto Eroli

Ho passato quasi 9 mesi a organizzare, intervistare, filmare, montare, scrivere, analizzare. Tempo ben speso.

La Cultura passa anche per le maestrie delle produzioni del Territorio. Un Territorio che si fonde con le antiche tradizioni, le nuove tecnologie, l’accoglienza, la sostenibilità e una qualità riscoperta.

Un Territorio, ahimè, troppo vicino a Roma per essere apprezzato dai turisti che visitano Roma. Solo il 4% dei turisti che visitano Roma si spingono in una altra località del Lazio. C’è da fare.

Se è vero che “Il vino è la parte intellettuale di un pranzo”, come ha detto Alexandre Dumas (padre), le potenzialità per fare bene ci sono tutte (ricordandosi che è meglio bere bene e responsabilmente!).

Ringrazio l’Università di Verona, nella persona del Prof. Riccardo Scarpa, per l’opportunità, tutti gli intervistati per la collaborazione, Roberto Eroli per il materiale fotografico e storico, e Michelle Smith per il prezioso aiuto nel coordinamento delle interviste.

(continua, seconda parte dopo la vendemmia)

(*) Pierluigi Carlà, ideatore di #cisivedeingiro

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